L’angolo degli scrittori cumianesi: poesia “La fata Morgana”.

Quest’angolo degli scrittori cumianesi è dedicato al gemellaggio con San Guillermo; grazie all’associazione Roch Üss pubblichiamo una tra le poesie lette nella serata con gli amici argentini.

Le poesie lette la sera del 27 maggio in sala Carena risalgono alla metà del ‘900, essendo state scritte tra il marzo e l’aprile del 1950. L’autrice è una donna giovane anche se madre di figli già grandi. Era emigrata in Argentina vent’anni prima da Cumiana dove era nata e aveva trascorso la giovinezza. Del paese natìo conserva un ricordo nitido, intriso di nostalgia per una natura ispiratrice di emozioni in ogni stagione dell’anno e di quei complessi moti dell’anima che fanno sì che un luogo diventi ‘nostro’ e tale rimanga per tutta la vita.

L’occasione di mettere in versi i suoi ricordi cumianesi le si offre allorchè viene a conoscenza che un suo congiunto andrà presto in Italia in visita ai luoghi a lei tanto cari. Cosa mandare in dono alla persona di famiglia che era stata per lei un punto di riferimento e, a quanto si intuisce, anche di sostegno economico quando era giunto il momento di partire per l’America? La risposta scaturitale dal cuore aveva subito suggerito di aprire lo scrigno dei ricordi e di metterli in versi. “Povere poesie” le definisce, ben poca cosa rispetto al molto che deve, “pegno di riconoscenza” per quanto ricevuto da giovane. I luoghi presenti nella sua scrittura sono Buenos Aires, Cordoba…
Poco importa individuarli, potrebbero avere altri nomi e altre latitudini, poiché i fili che intessono la trama delle sue composizioni poetiche sono la nostalgia, il rimpianto per la terra perduta, i timori e i tremori per il futuro incerto, le difficoltà
di adattarsi a una realtà sconosciuta, sentimenti che in ogni tempo attraversano chi, come Teresa, è costretto a lasciare la propria terra e mettersi in cammino nelle strade del mondo.

LA FATA MORGANA

SOGNAI CHE LA FATA MORGANA
DICEVA: SE VUOI MECO VENIR
DOMANI ANDREMO A CUMIANA
SULL’ALI DEL DOLCE ZEFFIR.

RINGRAZIANDO SI BENEVOLA AMICA
COL CUORE GIULIVO ACCETTAI
E IN MENO SI PENSI E SI DICA
AI SUOI PIEDI DI GIA’ MI TROVAI

ANSIOSA DI ENTRARE AL PAESE
MI LANCIAI COME PAZZA A CORRER
E CORREVO A GAMBE DISTESE
QUANDO UNA PIETRA MI FECE CADER

RIDEVA, LA FATA MORGANA
RIDEVA DI MIA CONFUSION
E INTANTO LA BELLA CUMIANA
SPARIVA QUAL BELLA VISION!