Case ad energia zero (o quasi)

Chi sa quanta energia consuma all’anno la propria casa per ogni metro quadro di superficie riscaldata alzi la mano. Probabilmente sono pochi a conoscere questo dato. Spesso non è un problema che ci poniamo, se non al momento di mettere mano al portafoglio per pagare le bollette del riscaldamento lamentandosi di quanto sia caro il combustibile. Il consumo energetico si misura in kWh/m2anno e, proprio come per gli
elettrodomestici, è sinteticamente indicato dalla classe di prestazione energetica.
Minor consumo energetico significa diverse cose: risparmio (minore spesa), minori emissioni di inquinanti nell’ambiente, minor prelievo di combustibile dall’ambiente… interesse privato e interesse collettivo vanno nella stessa direzione! Per questo motivo da tempo la produzione normativa incentiva – e in qualche caso impone – la realizzazione di fabbricati di classe energetica elevata.
Poiché l’attenzione a questi aspetti è relativamente recente, una casa ben realizzata con sistema costruttivo tradizionale una ventina d’anni fa può consumare 120-160 kWh/m2anno. Il problema della scarsità dei combustibili fossili allora era meno sentito. Buoni edifici più recenti si attestano intorno ai 50 kWh/m2anno, mentre gli edifici con le prestazioni migliori, classe A o A+, consumano meno di 30 kWh/m2anno. Qualcuno consuma così poco – intorno ai 10 kWh/m2anno – da non avere neanche la necessità di una fonte combustibile per riscaldare gli ambienti né di impianto di riscaldamento tradizionale.
Avete capito bene: niente metano/gpl/pellet o legna… niente termosifoni né serpentine a pavimento. Si tratta di edifici “passivi”, che utilizzano le fonti di calore esterne – il sole – e interne (gli elettrodomestici, le persone che vi abitano), per la climatizzazione.
A Cumiana negli ultimi anni sono stati realizzati alcuni edifici unifamiliari in legno che vanno in questa direzione, l’ultimo è in costruzione proprio in questo periodo e siamo andati a visitarlo grazie alla disponibilità dei proprietari e del progettista.
Quello che colpisce innanzitutto è l’estrema pulizia del cantiere, l’assenza di polvere e di umidità, ed anzi il profumo di legno e il clima piacevole. L’edificio è costruito con un sistema prefinito, con struttura a telaio in legno. Le pareti arrivano “intere” in cantiere: il montaggio avviene a secco, da parte di manodopera specializzata e richiede pochi giorni.
Trattandosi di casa “passiva”, è caratterizzata da grandi vetrate sul lato sud, per sfruttare l’irraggiamento solare in inverno, dotate di schermatura solare comandata da sistemi domotici per avere solo l’apporto solare desiderato in estate. Sul lato nord le finestre sono più piccole, per limitare la dispersione del calore. A garantire la salubrità del clima interno è una macchina di ventilazione forzata con scambiatore, che mantiene la qualità dell’aria – per umidità e temperatura – ai livelli ottimali.
Forse qualcuno si starà domandando: chi lo garantisce che l’edificio consumerà così poco? Nel caso specifico è stato scelto di aderire al protocollo Casa Clima, che prevede da parte dell’ente certificatore il controllo del progetto e della sua realizzazione ed alcuni test sulla costruzione finita per valutare le dispersioni e confermare che l’indice di prestazione energetica sarà inferiore ai 10 kWh/m2anno.
Occorre dire che per ottenere queste prestazioni energetiche non è sufficiente la scelta di buoni materiali, adeguati a fornire l’isolamento richiesto, ma è necessario prestare la massima attenzione ad ogni particolare, sia in fase di progettazione che in fase di realizzazione.
Perché bastano pochi errori in fase di assemblaggio (sigillare male un serramento, per esempio; in proposito, in questo genere di costruzione i serramenti sono tra le prime cose ad essere montate, proprio per garantire l’assenza del minimo “spiffero” tra muratura e telaio) o di progetto (dovere intervenire in corso d’opera per correggere errori o perché “se la scala invece la mettessimo là?”) per compromettere il risultato finale.
Lo sforzo progettuale richiesto come si può immaginare è importante anche per il committente – perché occorre prevedere proprio tutto – e richiede tempo, ma viene compensato dall’estrema velocità di costruzione: “montare” una casa di questo tipo richiede circa tre mesi, quando –  realisticamente – realizzare un’abitazione unifamiliare con il sistema costruttivo tradizionale richiede circa due anni; così come il costo di costruzione, di poco maggiore rispetto a quello di un edificio tradizionale, viene velocemente recuperato con costi di gestione nettamente inferiori: le scelte ecologiche sono anche economiche, più di quanto si pensi. Il comune di Cumiana ha introdotto dal settembre 2015 l’abbattimento del “contributo afferente il costo di costruzione” dovuto, in caso di realizzazione di edifici con struttura in legno (-10%) e/o con l’impiego – almeno per l’80% – di materiali ecocompatibili tipici e certificati nel campo delle costruzioni in bioedilizia e/o provenienti da processi di riutilizzo e riciclo di materiali da costruzione (-10%).