La consistenza del catarro

Carlo Maffei è cumianese ‘a tempo parziale’,tanti lo conoscono per lavoro (il suo): tante sono le ciocche che ha fatto cadere…
Nel 2016 ha pubblicato con LAR il suo primo romanzo: “La consistenza del catarro”. Immagine un po’ repellente, no? E invece… È un giallo, un noir più propriamente, la “storia di un becchino, un prete e un magrebino” in cui misteriosi rapimenti sconvolgono il quieto vivere di una sonnolenta cittadina di provincia. Lo distingue una scrittura sobria, accattivante, tra le cui righe affiorano diversi temi attuali.

Carlo: perché scrivi? Scrivo perché ne ho bisogno, perché c’è chi le emozioni le esterna e chi, come me, fatica e le fa
uscire in forma di racconti.

Quando scrivi? Nei momenti tranquilli sul lavoro, quando sono solo in casa e ho qualche ora di tempo. Ma ci sono
giorni in cui le parole escono da sole e giorni in cui faticano, allora mi prendo del tempo.

Da cosa trai spunto? Da quello che è il mio bagaglio di esperienze, dai clienti, dalle persone che osservo ovunque
vado. Un vecchio incontrato in Corsica era simile ad Aldo, uno dei personaggi. Fumava e sputava, e da lì nasce
“la consistenza del catarro”.

Sogni? Riuscire a vivere di questo, un giorno. So bene che è un sogno difficile da realizzare ma continuo a crederci e ad impegnarmi per raggiungerlo.

Chiudiamo così, augurando a Carlo un domani meno “barber” e più writer.