Compostaggio domestico: il nuovo regolamento comunale

Il compostaggio domestico è una pratica virtuosa che consente di utilizzare i propri rifiuti a matrice organica, costituiti dagli scarti di cucina e dagli scarti vegetali dell’orto e del giardino, per produrre compost da utilizzare in proprio. In questo modo si diminuisce il quantitativo complessivo dei rifiuti prodotti e si limita lo spostamento dei rifiuti organici che sono materiali complessi da gestire perché generano colaticcio e cattivi odori dovuti alla decomposizione e perché sono abbastanza pesanti, in quanto contengono molta acqua.

Fino alla primavera scorsa, l’autocompostaggio era considerato un comportamento virtuoso da favorire come azione di prevenzione della produzione di rifiuti, ma la normativa non consentiva di computare i rifiuti organici gestiti attraverso questa pratica come rifiuto differenziato.

Il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 26 maggio 2016 ha dato facoltà alle Regioni di conteggiare nella quota di raccolta differenziata i rifiuti avviati al compostaggio domestico, facendolo rientrare tra le operazioni di riciclaggio dei rifiuti. Il Decreto specifica però che solo i Comuni che hanno, con un proprio atto, disciplinato tale attività potranno inserire la quota relativa al compostaggio nella raccolta differenziata, perché solo in questo modo è possibile garantirne la tracciabilità e il controllo.

Il “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione”, approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione n. 140-14161 del 19 aprile 2016, evidenzia inoltre che l’attività di autocompostaggio deve essere sostenuta dalle amministrazioni pubbliche attraverso la costituzione di un Albo degli utenti compostatori e deve essere sistematicamente monitorata, anche per poter riconoscere a chi la effettua in modo corretto riduzioni e/o agevolazioni tariffarie sulla tassa rifiuti.

Un altro aspetto da prendere in considerazione è che la normativa nazionale (D.lgs 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”) prevede che in ogni Comune deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari ad almeno il 65% dei rifiuti prodotti entro il 31 dicembre 2012. Anche se il termine temporale è stato esteso al 31 dicembre 2016, è bene tenere presente che il D.lgs n. 152/2006 dispone che, nel caso in cui non siano conseguito l’obiettivo minimo previsto del 65%, sia applicata un’addizionale del 20% al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dei Comuni che non hanno raggiunto l’obiettivo, il che si ripercuoterebbe sul tributo dovuto dai contribuenti.

I dati relativi alla raccolta differenziata, forniti dalla Regione Piemonte, indicano che nel 2015 i 47 Comuni facenti parte del Bacino 12 “Pinerolese” ha raggiunto una media del 50,0% e che il Comune di Cumiana ha un risultato del 49,2%. I dati ancora parziali relativi al periodo gennaio-ottobre 2016, forniti dal Consorzio Acea Pinerolese, indicano un media del 50,66% per i 47 Comuni e un risultato del 49,80 % per il Comune di Cumiana. Questi dati mostrano che il Comune di Cumiana non si distanzia sostanzialmente dalla media dei Comuni limitrofi, in termini di risultati raggiunti per la raccolta differenziata, ma che occorre comunque attuare una intensa campagna di sensibilizzazione per aumentare la percentuale di raccolta differenziata, in modo da cercare di raggiungere l’obiettivo del 65% fissato dalla normativa.

Studi di settore indicano che conteggiare nella quota di raccolta differenziata i rifiuti organici destinati al compostaggio domestico consente di raggiungere un risultato del 55% nel caso di Comuni con una raccolta differenziata pari al 50% e di arrivare al 68% nel caso di Comuni con una raccolta differenziata pari al 60%.

Come detto poc’anzi, per poter conteggiare nella quota di raccolta differenziata i rifiuti organici destinati al compostaggio domestico e cercare di raggiungere l’obiettivo del 65%, ogni Comune deve disciplinare questa pratica con un apposito regolamento, istituendo l’albo comunale del compostaggio domestico e definendo le modalità per un corretto compostaggio e le relative necessarie attività di controllo.

Per questo motivo, il 9 febbraio 2017 il Consiglio comunale di Cumiana ha approvato il “Regolamento comunale sul compostaggio domestico” e le “Indicazioni di buone pratiche del compostaggio domestico” ad esso allegate.

Da marzo 2017 le utenze domestiche e non domestiche di Cumiana che già effettuano il compostaggio domestico o che intendono iniziare a farlo possono iscriversi all’albo comunale dei compostatori, utilizzando il modulo in distribuzione presso l’Ufficio Tributi del Comune.

I prossimi passi saranno quelli di organizzare il sistema di controllo necessario per verificare che le utenze iscritte all’albo svolgano effettivamente il compostaggio domestico e di modificare il regolamento TARI per introdurre una riduzione della tariffa per chi effettua il compostaggio che potrà essere attiva dal 2018.