Felice Carena

Felice Carena nel 1912

Felice Carena nel 1912

Nacque a Cumiana il 13 agosto 1879 da una famiglia della piccola borghesia. La famiglia incoraggiò la sua vena artistica facendolo studiare all’Accademia Albertina di Torino dove frequentò i corsi del pittore torinese Giacomo Grosso. L’influsso di Grosso è visibile nei primi quadri di Carena, come L’erbivendola (studio) (esposto alla Promotrice del 1899). Frequentò poi personaggi legati al simbolismo, come i poeti Arturo Graf e Giovanni Cena, il critico Enrico Thovez e Leonardo Bistolfi. L’influenza simbolista è visibile in molte sue opere successive, come Autoritratto (studio) (1901), Mia madre (1902), Centauri e il dittico L’Annunzio (1903).

Nel 1906 si trasferì a Roma, inserendosi nella vita artistica ed intellettuale della città. In particolare, frequentò un gruppo di artisti ed intellettuali animati da ideali umanistico – socialisti, tra cui Balla, Cambellotti, il barone Augusto Ferrero ed Alessandro Marcucci. L’influenza degli ideali umanitari è visibile nel dipinto I viandanti, esposto alla Biennale di Venezia del 1909. Nel 1912 espose alla Biennale di Venezia le opere che conclusero la fase simbolista della sua pittura.

Felice Carena - Il ventaglio Verde, 1914

Il ventaglio verde, 1914

Tra il 1913 ed il 1915, alla ricerca di un nuovo linguaggio pittorico, si aprì agli influssi dei pittori della Secessione (tra cui Franz von Stuck), del post – impressionismo (soprattutto Paul Cézanne) e di Henri Matisse. Esempi di questo periodo sono i quadri I re magi (esposto alla prima mostra della Secessione romana del 1913) e due Nature morte (esposte alla Biennale di Venezia del 1914). Nel 1915 la sua attività pittorica venne interrotta dalla chiamata alle armi per la Grande Guerra: rimase inattivo per tutto il conflitto, riprendendo a dipingere solo a guerra finita. Infatti, alla Promotrice di Torino del 1919 presentò dei dipinti caratterizzati da un “ritorno al vero”, tra cui si segnalano i quadri Contadini al sole e Interno. Nel contempo si trasferì ad Anticoli Corrado (Roma), un paese del Lazio arcaico e semplice.

Quiete - 1921

Quiete, 1921

 

Nel 1922 aprì, con Attilio Selva, una scuola d’arte a Roma, che ebbe tra i suoi allievi figure del calibro di Capogrossi e Pirandello. Nello stesso anno espose diversi dipinti alla Biennale di Venezia, tra cui si segnala il quadro Quiete. Nel 1924 si trasferì a Firenze, dove fu nominato professore della locale Accademia di Belle Arti (incarico che mantenne fino al 1945). Nella città toscana fu tra i fondatori della rivista “Solaria”.

Nel 1933 fu nominato Accademico d’Italia. Nel 1945 si trasferì a Venezia, dove lavorò per il resto della sua vita. Nel 1966 dovette interrompere la sua attività pittorica a causa di un disturbo alla vista; il 10 giugno dello stesso anno morì nella sua casa alle fondamenta Briati (Dorsoduro, Venezia).

Annuncio ai pastori, 1941 - Olio su tela cm 80x110

Annuncio ai pastori, 1941 – Olio su tela cm 80×110

Leonardo Cominotto - Felice Carena - Olio su tavola cm 40x50

Leonardo Cominotto – Felice Carena – Olio su tavola cm 40×50

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni riferimenti tra i molti riscontrabili on line:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2010/03/riscoperta-felice-carena.shtml

http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura//2010/felice-carena-mostra/felice-carena-mostra_fotogallery.php

https://laconoscenzarendeliberi.wordpress.com/tag/felice-carena/

Gianni Berengo Gardin - Felice Carena, 1957

Gianni Berengo Gardin – Felice Carena, 1957