30 neopatentati per il compostaggio domestico

Trenta i partecipanti al corso di compostaggio domestico tenuto giovedì 12 maggio nella sala consiliare del Comune di Cumiana dalla formatrice di ACEA, per la maggior parte già “praticanti”. A tutti è stato rilasciato un patentino ed è stata consegnata una piccola guida.

Il compostaggio domestico è una pratica da incentivare, poiché permette di ridurre i rifiuti alla fonte: l’umido costituisce, insieme a sfalci e potature, il 40% del complesso dei rifiuti raccolti e se viene adoperato dalle famiglie per produrre il compost da utilizzare nel proprio orto e giardino consente un notevole risparmio sui costi di gestione dei rifiuti urbani. Per diffondere questa pratica, l’Amministrazione comunale sta valutando di attivare una riduzione sulla tariffa rifiuti per quanti si impegneranno a  far diventare il compostaggio domestico una pratica abituale.

Per effettuare il compostaggio domestico non serve nulla: una zona dell’orto o del giardino in cui fare un cumulo, magari delimitato da sponde, o dove mettere la compostiera, il grosso contenitore in plastica nel quale i rifiuti si gettano dall’alto. L’ideale è scegliere un luogo ombreggiato d’estate e soleggiato d’inverno.

Alternando gli scarti di cucina a sfalci, foglie secche, legnetti, segatura o cippato (per chi è dotato di biotrituratore) e rivoltando il materiale almeno due volte l’anno, si può ottenere un materiale ben compostato nell’arco di circa un anno, utilizzabile come ammendante per migliorare la struttura e la fertilità del terreno, adatto a piante e ortaggi. E’ importante controllare gli apporti di acqua: lo strato più basso deve essere costituito da ramaglie e, se si utilizza la compostiera, questa deve essere sollevata da terra per permettere il deflusso del liquido in eccesso. L’umidità è necessaria per la decomposizione, ma se eccessiva produce marcescenza e grandi quantità di moscerini: in questo caso è utile arieggiare (per esempio tenendo aperta la compostiera per qualche tempo) e coprire con materiale asciutto. La decomposizione ha bisogno di ossigeno ed è necessario permettere all’aria di attraversare il compost (perciò è utile inserire strati di ramaglie e rivoltare il tutto ogni tanto). Da questo punto di vista la “tampa” non è una buona soluzione perché non permette una buona circolazione dell’aria e tende a far ristagnare i liquidi.

Nel cumulo domestico, di più piccole dimensioni, il processo di decomposizione di alcuni materiali quali piatti, sacchetti e contenitori compostabili (attenzione: “compostabile” e “biodegradabile” sono due cose diverse… ci sono plastiche biodegradabili, che non sono adatte al compost) è più lento, ed è pertanto preferibile conferire questo tipo di rifiuti nel cassonetto marrone dell’umido che si trova presso gli ecopunti; stessa cosa per i gusci dei molluschi. I gusci delle uova, meglio se frantumati, vanno benissimo nella compostiera domestica. Un compostaggio fatto bene distrugge i parassiti, pertanto non è necessario selezionare le piante da gettare nel cumulo.