Rischi e difesa dalla Processionaria del pino

Nell’ultimo periodo sono aumentate le segnalazioni di attacchi di processionaria del pino anche nel territorio di Cumiana.

La processionaria del pino è un lepidottero (farfalla) defogliatore che allo stato larvale e’ un bruco che si nutre degli aghi di diverse conifere. Principalmente attacca il pino nero e il pino silvestre, ma in ambienti urbani attacca anche il pino marittimo, il pino da pinoli, il pino di Aleppo e i cedri.

Le piante infestate si riconoscono nel periodo invernale per la presenza dei caratteristici nidi filamentosi bianchi sulle chiome, le cui dimensioni variano a seconda del numero delle larve che vi si riparano.

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Nel corso della primavera i bruchi scendono dalle piante infestate formando delle lunghe file (processioni) per cercare anfratti nel terreno in cui incrisalidarsi per poi trasformarsi in adulti nel corso dell’estate. L’adulto della processionaria è una farfalla notturna.

Le infestazioni di questo insetto possono creare problemi alla salute delle persone e degli animali domestici, in particolare dei cani, in quanto le larve sono coperte di peli urticanti che, rilasciati nell’aria, possono causare gravi irritazioni agli occhi, alla pelle e alle vie respiratorie. Nel caso di persone allergiche possono anche causare shock anafilattico.

Nell’ultimo decennio gli attacchi di questo insetto sono aumentati a causa del progressivo innalzamento delle temperature medie invernali. In passato erano considerate a rischio di infestazione le conifere situate a quote inferiori ai 600-700 m di altitudine, negli ultimi anni questo limite si è alzato, con segnalazioni di attacchi rilevanti anche oltre i 1.200 metri.

 

Norme di comportamento consigliate

  • Evitare di sostare sotto pini o altre conifere, soprattutto se presentano nidi di processionaria.
  • Non avvicinarsi alle piante che presentano nidi di processionaria e alle larve in processione sul terreno o sui tronchi.
  • Non toccare a mani nude i nidi, le larve, la corteccia e i rami di alberi e arbusti infestati.
  • Nelle zone infestate non effettuare lavori che possano diffondere nell’aria i peli urticanti, ad esempio rastrellamento delle foglie o sfalcio dell’erba.
  • Nel caso si rendesse necessario asportare i nidi, proteggersi adeguatamente con tuta, guanti, occhiali e maschera. I nidi asportati devono essere raccolti e bruciati e non devono essere buttati nei cassonetti per la raccolta di sfalci e potature o nella compostiera domestica.
  • Tenere i cani al guinzaglio e lontani dalle piante infestate.
  • In caso di contatto con i peli delle larve fare tempestivamente una doccia e lavare i vestiti a temperatura elevata. Se il contatto è avvenuto con le mucose, sciacquare subito le parti contaminate con acqua e bicarbonato, anche nel caso di cani, cavalli o altri animali.
  • In caso di irritazioni della pelle, degli occhi o delle vie respiratorie o di crisi asmatiche, rivolgersi immediatamente al medico.

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Interventi per il contenimento delle infestazioni

  • Asportazione e distruzione dei nidi nel periodo e nelle ore più fredde dell’inverno, per eliminare le larve riparate al loro interno. A causa delle temperature miti capita sempre più spesso di vedere ammassi o processioni di larve attive sugli alberi o sul terreno anche in pieno inverno, invece che in primavera. Durante le operazioni di taglio dei rami infestati e di distruzione dei nidi, è necessario proteggersi adeguatamente con tuta, guanti, occhiali e maschera. I nidi asportati devono essere raccolti e bruciati e non devono essere buttati nei cassonetti per la raccolta di sfalci e potature o nella compostiera domestica.
  • Trattamenti insetticidi a fine estate contro le larve giovani con preparati microbiologici a base di Bacillus thuringensis var. kurstaki o con l’insetticida regolatore di crescita Diflubenzuron.

Nel caso di utilizzo di preparati microbiologici a base di Bacillus thuringensis var. kurstaki, si può intervenire con 1– 2 trattamenti insetticidi a tutta chioma diretti contro le larve. Dosi di 100-150 grammi di prodotto diluiti in 100 litri di acqua forniscono ottimi risultati nei confronti delle larve di prima e seconda età. Gli interventi vanno eseguiti nelle ore serali e in assenza di vento, avendo cura di bagnare la chioma in maniera uniforme. Questo prodotto biologico, del tutto innocuo per l´uomo, i vertebrati e gli insetti utili in genere, ha una limitata azione nel tempo ed è facilmente dilavabile; pertanto, in caso di forte infestazioni o di piogge successive al trattamento, è bene eseguirlo nuovamente dopo 4-5 giorni.

In alternativa, su piante forestali, si può ricorrere a un trattamento effettuato con l’insetticida chitino-inibitore Diflubenzuron, alla dose di 50-70 g/hl., intervenendo nel periodo di ovodeposizione (fine agosto). Le norme previste dal “Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” (P.A.N.) (D.M. 22 gennaio 2014) sono però molto restrittive riguardo l’uso di prodotti fitosanitari in ambiente urbano.

 

Purtroppo le possibilità di lotta contro la processionaria sono limitate e non sempre risolutive. Gli interventi sopra descritti non escludono future nuove infestazioni, sia perché non sono in grado di abbattere completamente le popolazioni, sia perché gli adulti di questo lepidottero sono falene che possono spostarsi anche di 10-15 km, consentendo quindi la ricolonizzazione delle aree trattate.

 

Come misura di prevenzione sarebbe opportuno evitare la messa a dimora di conifere altamente sensibili (soprattutto pino nero e pino silvestre) nei parchi cittadini o nelle vicinanze di abitazioni o edifici pubblici (asili, scuole) nelle zone soggette a infestazioni di processionaria.

 

Visti i possibili gravi danni determinati dalle infestazioni di processionaria, da molti anni è presente uno specifico decreto di lotta obbligatoria. Il provvedimento attualmente in vigore è il Decreto Ministeriale 30/10/2007: “Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Traumatocampa pityocampa (Den. & Schiff.)”, pubblicato sulla G.U. n. 40 del 26/02/2008.

In base all’art. 1 la lotta è obbligatoria nelle aree in cui il Settore Fitosanitario della Regione ha stabilito che la presenza dell’insetto minaccia seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo. In Piemonte al momento non sono state individuate aree di questo tipo perché in genere gli attacchi di processionaria difficilmente possono compromettere la sopravvivenza dei popolamenti attaccati.

L’art. 4 prevede che eventuali interventi di profilassi, disposti dall’Autorità sanitaria competente, per prevenire rischi per la salute delle persone o degli animali siano effettuati secondo le modalità stabilite dal Settore Fitosanitario. Pertanto:

  • nel caso di rischi per la salute a causa dei peli urticanti sparsi nell’aria dalle larve i cittadini devono rivolgersi all’Autorità che deve tutelare la salute pubblica del territorio, quindi al Sindaco oppure, nel caso di grandi città, all’Azienda Sanitaria Locale, chiedendo che vengano ingiunti ai conduttori o proprietari delle conifere attaccate gli interventi atti all’eliminazione dell’infestazione;
  • il Settore Fitosanitario regionale definisce e divulga le tecniche di prevenzione e contenimento dell’insetto più opportune.

In base all’art. 2, gli interventi sono effettuati a cura e a spesa dei proprietari o dei conduttori dei terreni dove sono presenti le piante infestate.

 

Per maggiori informazioni consultare il sito della Regione Piemonte:

http://www.regione.piemonte.it/agri/area_tecnico_scientifica/settore_fitosanitario/vigilanza/processionaria.htm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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