Pastori & pastori: creare ponti e legami tra le culture

Tanta passione e tanto cuore, alla serata organizzata alla Sala Carena venerdì scorso 19 febbraio da CISV e Comune: la proiezione del film “Ilmurràn” abbinata a una degustazione di prodotti del territorio, per contribuire al progetto di sostegno agli allevatori nomadi del Mali, presentato da Sara Fischetti del CISV.

Tanta gente. Tanti giovani. Un’atmosfera subito distesa, accogliente e informale, come la condivisione del cibo e del vino sa subito produrre. La schiettezza, la semplicità e profondità dei protagonisti, a partire dal regista del film – Sandro Bozzolo, presente in sala – e dalle protagoniste, la pastora Silvia e la giovane maasai Leah. La generosità con cui i giovani pastori cumianesi Gabriele, Francesca, Sara, Matteo hanno offerto i frutti del proprio lavoro, prodotti e serviti con cura per  permettere di assaporarne il gusto e il profumo, e destare stupore e sorpresa.

“Quello del pastore non è proprio un lavoro. E’ la vita. La mia vita”. Dice così Matteo, e  Francesca, Sara e Gabriele annuiscono. Solo così si comprende un impegno quotidiano, che lascia pochissime ore di sonno, e chiede amore per gli animali e per la natura. Una scelta di tutto rispetto. Invece troppo spesso la gente si lamenta: per le bestie sulle strade, per il rumore dei campanacci, per la puzza… “Non sono tanti quelli che sostengono i pastori” dice Sara, e Leah dal film rincara la dose: “Ho l’impressione che si stiano facendo morire i pastori, per poi scrivere dei libri su di loro, su com’era una volta!”

Sandro Bozzolo, regista, dice che con il suo lavoro ha voluto dare voce a chi non ha voce; a un sistema culturale millenario e ricchissimo, che abbiamo fatto di tutto per cancellare. Salvo poi strumentalizzarlo, per seminare divisioni identitarie… con Ilmurràn – un film ma soprattutto un progetto – ha voluto far vedere che invece ci sono linguaggi comuni, comprensione anche nelle differenze, tante somiglianze profonde. In fondo, anche un vallone di 12 kmq in cui l’unica presenza umana è quella della pastora Silvia – il vallone della Meris, nelle Alpi Marittime – è come un deserto: un “deserto verde” dice Leah. E’ attraverso l’incontro che si scopre che è si è meno diversi di quanto si credesse.  La possibilità di specchiarsi e di confrontarsi è una fortuna incredibile: si impara molto di più dal diverso, per scoprire, alla fine, che in fondo è molto più simile a noi di quello che potrebbe sembrare.

NOTA: due notti dopo questa serata è nato Simone, figlio di Sara e Gabriele, a cui vanno gli auguri di Cumiana tutta.

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