Lupi a Cumiana? Facciamo chiarezza.

Da un po’ di tempo si susseguono gli avvistamenti di esemplari di lupo (o presunti tali) anche nel territorio montano di Cumiana. Sono veri? Rappresentano un possibile pericolo? Ecco cosa c’è da sapere.

Come vivono i lupi?
I lupi sono organizzati in branchi, che sono delle unità familiari che occupano ciascuna un territorio ben definito: all’interno dei confini di competenza di un branco non è tollerata generalmente la presenza di lupi estranei. Il branco è costituito dalla coppia alfa, il maschio e la femmina dominanti – la sola a riprodursi -, dai cuccioli dell’anno e, occasionalmente, da lupi immigrati. In Italia la composizione media di un branco è di 5 individui, ma può oscillare tra i 2 e i 7 animali a seconda dei casi. A ogni generazione, i cuccioli che raggiungono la maturità sessuale hanno di fronte due opzioni: o rimanere nel branco come animali subalterni, con la prospettiva, forse, di diventare un giorno lupi alfa, oppure abbandonare il branco di origine e partire alla ricerca di nuovi territori dove fondare un altro branco con un animale del sesso opposto. Spesso questa seconda opzione è una scelta obbligata, perché il territorio del branco di origine non sarebbe abbastanza ricco di prede da sfamare un numero maggiore di elementi. Quando i giovani lupi abbandonano il branco alla ricerca di nuovi territori si dice che vanno “in dispersione”. Se consideriamo che il territorio di ciascun branco sulle Alpi ha dimensioni minime comprese tra i 150 ed i 400 kmq, è facile capire che i lupi in dispersione devono fare un bel po’ di strada prima di potersi insediare in una nuova zona!

Da dove arrivano i lupi ?
I lupi presenti sulle Alpi sono arrivati per espansione naturale dell’areale di distribuzione originario del lupo, che, fino agli anni ‘80 del secolo scorso, era limitato all’Appennino centrale e meridionale. Da qui si è progressivamente ampliato fino a raggiungere le Alpi occidentali, colonizzando prima le Alpi marittime, poi tutte le altre valli dell’arco alpino piemontese. Se poi pensiamo che nell’arco delle ventiquattro ore, e principalmente nelle ore notturne, i lupi possono compiere spostamenti di oltre 50 km, iniziamo a capire che non solo è possibile che dagli Appennini si siano spostati, di generazione in generazione, fino a raggiungere le Alpi, ma anche che si è trattato di un processo dettato dalle necessità naturali della specie.

Perchè il lupo è tornato sulle Alpi?
Fino a cento anni fa il lupo faceva parte a tutti gli effetti dell’ecosistema alpino. Considerati animali nocivi e cacciati, gli ultimi lupi sono stati uccisi sulle Alpi negli anni ‘20 del Novecento. Il ritorno naturale del lupo sulle Alpi è stato favorito dall’abbandono da parte delle popolazioni umane delle vallate alpine a seguito del boom economico degli anni ‘50. A seguito della riduzione della pressione antropica, le foreste si sono notevolmente ampliate favorendo il ripristino di habitat idonei alla specie come anche alle sue prede primarie come il capriolo, le cui popolazioni sono in notevole espansione sulle Alpi occidentali. Dunque è infondata la diceria che il lupo “è stato reintrodotto sulle Alpi”.

Ci sono i lupi a Cumiana?
In Piemonte esistono quasi una ventina di branchi stabili. I lupi occupano un territorio molto vasto e gli areali dei singoli branchi non si sovrappongono se non in parte. Negli ultimi 2-3 anni potrebbe essersi formato un nuovo branco che vive nella zona la Bassa Val Susa e della  Val Sangone, nella cui parte più estrema è compreso anche il territorio montano di Cumiana. Nell’ultimo anno sono aumentate le segnalazione nella zona della Val Sangone a confine con la Val Chisone (compreso il territorio montano di Cumiana) e sono in corso accertamenti (nell’ambito del Progetto LIFE WOLFALPS) per verificare lo stato di presenza: se si tratta di un nuovo branco o sconfinamenti di branchi adiacenti, e/o di animale singolo in fase di dispersione temporalmente stabilizzato in zona. Dai dati del monitoraggio del Progetto Lupo della Regione Piemonte la Val Sangone era frequentata, infatti, anche dal branco dell’Orsiera Val Susa che estende il proprio territorio nella bassa Val di Susa (dx orografica) e Val Sangone, e dal branco che frequenta la Val Chisone.

Come vengono contati i lupi?
Le stime di popolazione di lupo sono basate sia sull’osservazione diretta di esemplari con caratteristiche diverse, sia mediante il riconoscimento individuale, grazie al DNA ottenuto dalle feci trovate sul campo. Le feci contengono infatti cellule morte del rivestimento intestinale. Da queste cellule è possibile estrarre il DNA ed identificare e studiare gli spostamenti dei singoli individui senza la necessità di catturare e marcare gli animali, raccogliendo e analizzando le feci lasciate dai lupi durante i loro spostamenti.

Cosa mangia il lupo?
Il lupo è un opportunista dal punto di vista alimentare: cioè è in grado di nutrirsi di un ampio spettro di risorse, incluse carcasse di animali morti per altre cause naturali e di rifiuti di origine antropica. Nelle nostre zone (bassa Val Susa e Val Chisone) le prede predilette dal lupo sono rappresentate da caprioli, camosci, cervi e occasionalmente cinghiali.

Quando e quanto si riproducono i lupi?
I lupi si riproducono una volta sola all’anno. Gli accoppiamenti avvengono fra febbraio e marzo e solitamente si riproduce soltanto la coppia dominante. I cuccioli nascono tra fine aprile e la metà di maggio dopo una gravidanza di 63 giorni. Le femmine partoriscono in media 3-4 piccoli per ogni cucciolata, ma nel primo anno di vita i giovani lupi subiscono una elevata mortalità.

Il lupo è pericoloso per l’uomo?
I casi di attacchi di lupi verso l’uomo sono estremamente rari in tutto il mondo. Anche in zone con una alta densità di lupi, la specie non viene considerata come pericolosa per l’uomo. In Italia non sono stati documentati casi di attacchi di lupi verso l’uomo negli ultimi 200 anni. In Piemonte ci sono stati, negli ultimi anni, decine di incontri di persone che frequentano la montagna con i lupi: questi si sono sempre allontanati (il lupo teme l’uomo). Infatti il lupo è un predatore carnivoro opportunista e intelligente, che non riconosce l’uomo come possibile preda, ma lo identifica come una minaccia da cui allontanarsi il più rapidamente possibile.

Cosa devo fare se vedo un lupo?
Anche se non è da ritenersi pericoloso, il lupo è comunque un animale selvatico che potrebbe comportarsi in maniera imprevedibile se si sente in pericolo. E’ bene dunque seguire alcune norme di comportamento per disturbare il meno possibile questa specie protetta, oltre a sfruttare con la massima sicurezza possibile questo spettacolo offertoci dalla natura:

  • non avvicinatevi in nessun caso ai lupi una volta avvistati e accontentatevi di osservarli ed eventualmente fotografarli da distante;
  • evitate urla o altri rumori che potrebbero spaventare l’animale;
  • una volta che il lupo si è allontanato evitate di seguirlo;
  • nel caso assistiate a una predazione su animali selvatici, non cercate in nessun modo di interferire con l’azione di caccia del lupo per “salvare” la preda. Il lupo è un fattore di selezione naturale dell’ambiente e come tale va rispettato;
  • se avvistate un lupo in alimentazione su una preda, evitate assolutamente di disturbarlo e se possibile, allontanatevi in silenzio;
  • evitate anche di avvicinarvi e toccare le carcasse di animali predati;

Le vostre osservazioni possono essere importanti per il monitoraggio del lupo. Segnalate ogni vostra osservazione al Settore Tutela Fauna e Flora della Città Metropolitana di Torino (011 8616935) o al Corpo Forestale dello Stato (1515), o al Comando Stazione Forestale di Pinerolo (0121 396700).

Cosa devo fare in caso di predazione su animali domestici?
Seppure il lupo tenda a preferire prede selvatiche, la predazione su animali domestici è un evento possibile, soprattutto nel caso le greggi ovi – caprine e bovine siano incustodite o poco sorvegliate. Nel caso di avvenuta predazione su animali domestici è necessario allertare subito i Servizi Veterinari (Servizio Sanità Animale di Pinerolo 0121 235483) in modo che si possa attivare quanto prima l’accertamento del danno ed il suo rimborso. E’ prevista una visita di accertamento da parte di un veterinario entro 24 ore dal fatto e successivamente deve essere presentata la domanda di rimborso alla Regione Piemonte.

Per saperne di più: Progetto lupo – Regione Piemonte – Rapporto 1999-2010