Cumiana Letteraria e i suoi autori sul territorio

Piacevole novità per Cumiana quella presentata dall’associazione Vivere la Montagna venerdì 27 al teatro Carena. Un salotto letterario, stile Maurizio Costanzo Show per capirsi, in cui sui divanetti della piacevole scenografia si sono seduti 6 autori a presentare 5 loro opere, amabilmente condotti dal presidente dell’associazione Massimo Apicella.C_Lett_1

La serata è iniziata con un ricordo sui recenti atti di vandalismo verso il Parco. Sul palco il Sindaco e i rappresentanti delle associazioni Vivere la montagna, CAI e AIB per testimoniare l’unanime condanna e la volontà nel fare fronte comune contro questi atti criminali, seguita dalla proiezione delle immagini dei danni provocati dal (o dai) cialtroni che hanno appiccato l’incendio, con la voce fuori campo ad enunciare il capitolo della legge regionale costituente il Parco.

Dicevamo 6 autori, di cui uno torinese a sottolineare come questo appuntamento voglia fare conoscere ed emergere gli autori cumianesi ma anche aprire ed aprirsi verso l’orizzonte a noi più prossimo per un interessante scambio e confronto artistico.

Anna Maria Capozza, in rappresentanza dell’associazione Roch Uss, ha presentato la loro nuova raccolta, scritta sempre con l’intento di mantenere viva la memoria dei luoghi e dei loro nomi, “Storia e storie del territorio cumianese”.

IMG-20151127-WA0000Graziella Luttati ha invece presentato il suo libro “Vite anormali di umani normali”, un romanzo il cui sottotitolo, “ovvero il senso dell’inadeguatezza” la dice lunga sul fatto che sia tutto da scoprire leggendolo…

Giancarlo Piubelli, noto alpinista e socio CAI ha proposto il suo libro “L’albero delle ciliegie”, collage di fotografie, testi e poesie avente come filo conduttore l’amore per la montagna.

Due autori, Davide Longo e Giorgio Gianre, a presentare la storia del comandante partigiano Gianni Daghero detto “Lupo”, che conosciamo per le sue gesta e il suo eroismo ma su cui attraverso i testi e i disegni dei fumetti gli autori mettono l’accento sulla parte più profonda di colui che era solo un ragazzo, tragicamente costretto a combattere per qualcosa che non aveva mai assaporato: “Volevamo la libertà” è appunto il titolo di questo libro, la prefazione di Marco Comello il timbro di garanzia sulla sua validità storica.

Ultimo, non perché non cumianese (anzi, un po’ anche per quello, perché la cumianesità è un titolo che bisogna saper meritare, ma lui ce l’ha fatta a pieni voti!) Luigi Antinucci, non solo scrittore di “Magica Torino, la città in cinque storie” ma anche musicista che con l’alternarsi dei suoi brani e il sottofondo musicale ha piacevolmente inframmezzato ed accompagnato le presentazioni. Come ogni salotto che si rispetti non poteva mancare un sorso di the o tisana agli ospiti, gentilmente offerta dal bar Giardino.

 

Una bella serata, ad evidenziare se ancora ce ne fosse bisogno che le qualità dei cumianesi in tutti i campi delle arti conosciute non sono per niente indifferenti e che bisogna continuare nell’opera di promozione come fatto appunto da Vivere la Montagna.