Cappella Pilotti, inaugurata la nuova gestione

 

Sabato 17 ottobre si è svolta la presentazione della presa in gestione della Cappella Pilotti da parte del Sermig (Servizio Missionario Giovanile). Molte le autorità presenti: il “padrone di casa” sindaco di Volvera Ivan Marusich, il presidente di Ativa Giovanni Ossola, il fondatore del Sermig Ernesto Olivero, il parroco di Volvera don Alessandro Sacco, il rappresentante della comunità degli Ortodossi Padre Luciano, sindaci e assessori dei comuni limitrofi Cumiana, Sangano, Piscina, Scalenghe, Piossasco, Candiolo, Frossasco.

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A presentare l’iniziativa Rinaldo eMonica Canalis, che hanno spiegato come il Sermig, tornato alla cappella Pilotti dopo 17 anni di assenza, voglia insieme alle autorità locali ed all’aiuto concreto della società Ativa, riportare questo luogo ad essere protagonista di avvenimenti degni della sua bellezza e della sua storia e utilizzato per iniziative tese a fare del bene dopo un lungo periodo di oblio.

Nel suo discorso Ivan Marusich ha invece messo l’accento su come sia importante riuscire a “fare rete” con le altre realtà del territorio perché questo luogo diventi la sede dove dare senso e concretezza a parole come Collaborazione, Reciprocità/Restituzione, Legalità. In questo senso si colloca la prossima apertura (dal 2 novembre) della cappella come sede per un corso sulla orticoltura tenuto dal Sermig. Un particolare ringraziamento è stato espresso per Matteo Marchisio (tra i presenti) modello per tutti per il suo impegno nel volontariato.

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Giovanni Ossola ha ricordato come Ativa, dopo aver riportato agli antichi splendori la cappella, costruita nel 1705 e completamente ristrutturata durante i lavori per l’autostrada Torino-Pinerolo, abbia anche contribuito al recupero e al restauro di numerosi reperti archeologici rinvenuti durante i lavori di scavo, al restauro di altre opere d’arte, al recupero di un camper come “oratorio ambulante” per quelle zone dove è più difficile portare i valori sociali ai ragazzi di strada.

Chiude la presentazione il breve discorso di Ernesto Olivero, che punta il riflettore sulla necessità che questa cappella possa essere il luogo dove cercare di capire e superare le paure che ci attanagliano, dove far si che il dolore e l’amicizia siano elementi utili a combattere l’odio, e salutando tutti con un sincero e niente affatto retorico: “vi vogliamo bene”.