La filodrammatica dell’Associazione Ex Allieve FMA: Cumiana in scena

Ogni anno – contando male – fanno un migliaio di spettatori, e 10.000 euro raccolti per aiuti a bambini in diverse parti del mondo e per le necessità del territorio, e in più tanto impegno, passione, divertimento.

“Il nostro scopo è diffondere gioia all’insegna dell’amicizia e dell’allegria, aiutando chi ha più bisogno di noi” così mi dice Daniela Durando, presidentessa dell’Associazione Ex Allieve FMA, che incontro per farmi raccontare la storia della filodrammatica che da 37 anni riempie le sale cumianesi con i propri spettacoli, e sostiene progetti dei diversi centri delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Non c’è in scena “solo” una associazione, ma una intera comunità: sono tantissime le persone che negli anni hanno dato e danno il proprio contributo alla riuscita degli spettacoli e alla raccolta di fondi. Persone comuni, a cui piace fare teatro, scenografi, costumisti, truccatori, tecnici audio e luci: quasi nessuno è professionista, e tutti si impegnano con la massima serietà. Anche per questo impegno collettivo c’è sempre grande attesa.

Era il 27 gennaio 1978 quando sulla scena cumianese si aprì il sipario e calcò le scene per la prima volta la Filodrammatica Ex Allieve FMA. Un piccolo test per i lettori : il titolo del primo spettacolo?“Preferisco Giovannino” (nella foto, ndr) commedia brillante portata in scena da sole donne nel piccolo teatro presso la scuola delle Figlie di Maria Ausiliatrice (ora il teatro non c’è più), che era all’epoca solo femminile. Il gruppo è nato dalla associazione delle ex allieve, per l’idea e la passione di Franca Pastorino, che aveva già avuto esperienza di teatro. Il primo spettacolo si è tenuto in occasione della festa di San Giovanni Bosco, e così quelli successivi”.

preferisco giovannino 78

Preferisco Giovannino, il debutto nel 1978, nel teatrino della scuola delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Ma non era in piemontese? “I primi spettacoli sono stati in italiano, alcuni un po’ “misti”. Negli anni abbiamo sperimentato un po’ di tutto: musical , balli… Ultimamente in effetti ci siamo dedicati al teatro dialettale – è un genere che “tira” molto e diverte, si tratta sempre di commedie brillanti. Una sfida, perché il teatro dialettale è molto maschile, ma pian piano alla compagnia originaria di sole donne si sono aggiunti anche uomini. Non è sempre facile garantire il ricambio degli attori, i giovani che parlano piemontese in famiglia sono sempre di meno. Se non parli abitualmente non è semplice imparare la parte, ma c’è chi l’ha fatto. Oggi tanti ci chiedono anche di fare qualche spettacolo in italiano, perché comunque anche per gli spettatori non è semplice.” 

La filodrammatica a Cumiana è una istituzione, e lo spettacolo in qualche modo diverte tutto l’anno, tra battute e riferimenti quando vi si incontra per strada, ma vi siete mai misurati con il pubblico esterno? “Abbiamo recitato per raccogliere fondi anche presso altri centri delle FMA, ma non solo: nel 2013 il teatro Concordia di Venaria ha inserito un nostro spettacolo nel cartellone”. Insieme ai professionisti! “Non sono cose che cerchiamo, il nostro scopo è un altro, ma l’abbiamo presa come una gita, un divertimento e una esperienza nuova“.

I figli degli antenati, in scena nel 1982

I figli degli antenati, in scena nel 1982

Il vostro obiettivo è anche portare aiuto, in che modo? “Negli anni abbiamo partecipato alla realizzazione di pozzi, tettoie, scuole, accoglienza a ragazze madri, sostegno nelle calamità… non solo attraverso i centri FMA ma anche attraverso le missioni di padre Maritano in Brasile e di padre Giorda, l’importante è avere un contatto diretto. Teniamo in particolare che gli aiuti vadano a sostegno dei bambini, ma pensiamo che una parte della generosità dei cumianesi debba restare qui, perché le necessità sono tante; per questo ci siamo appoggiati alle realtà locali: S. Vincenzo, Croce Verde, oratorio, Sermig. Negli ultimi anni gli incassi degli spettacoli sono stati integrati da attività abbinate a quella teatrale, grazie al contributo di commercianti ed aziende. Così, nonostante circa il 10% dell’incasso vada alla SIAE e qualche spesa – perché il lavoro di tutti è gratuito, ed anche gran parte del materiale è offerto gratuitamente, così ci è dato gratuitamente l’uso degli spazi comunali – gli aiuti riescono ad essere sostanziosi”.

C’è qualche progetto più speciale degli altri? “Franca Pastorino ci ha seguite e sostenute fino all’ultimo: nel 2010 si è tenuto il primo spettacolo senza di lei – mancata nel 2009. Quell’anno, insieme alla famiglia e ad altre associazioni, sono stati raccolti 15.000 euro. Sono stati donati alle FMA per finanziare un intero progetto, dall’inizio alla fine: la casa per accoglienza di ragazze in difficoltà in Georgia, che è stata intitolata a Franca. Un modo per ricordarla attraverso ciò per cui si è sempre impegnata al massimo”.

Mariolina e il maresciallo 80

Mariolina e il maresciallo, in scena nel 1980 nel teatrino del palazzo comunale

Da fine anni ’80 il luogo in cui si tengono gli spettacoli è la Sala Felice Carena: sono pochi altri gli eventi che possono dire di aver fatto il pienone, voi – in più – ci riuscite da 37 anni, qual è il segreto? “Affetto, dedizione, divertimento, coesione… tutti elementi che aiutano un gruppo e, forse, si sentono. L’impegno è tanto. Quando sembra che le energie manchino e che lo spettacolo debba essere l’ultimo, si riesce incredibilmente a ripartire… per questo siamo convinte di avere un aiuto in più: Don Bosco! Perché non dimentichiamo che gli spettacoli sono il modo di coniugare gioia, divertimento e, aiuto a chi è nella difficoltà”.

Allora nel 2016 ci sarà un nuovo spettacolo? “è già in preparazione, distribuiamo i copioni prima delle vacanze” come i compiti! “sì, ma la fase di ricerca ed adattamento dei testi come sempre è niziata ben prima: praticamente appena finito il precedente spettacolo. Anche perché richiede impegno, più di una visita all’archivio del Teatro Stabile di Torino. E c’è spesso qualche volgarità di troppo da limare, il teatro dialettale non è proprio”.

Riformiamo queste mamme 79

Riformiamo queste mamme, in scena nel 1979

Nell’augurarsi che la filodrammatica continui la propria attività e sia accolta con l’entusiasmo e la passione di sempre, le “ex allieve” ringraziano tutte le persone, tante, che in 37 anni in vari modi hanno dato la loro disponibilità e il loro impegno. “Grazie, vi aspettiamo!”.

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