Qualche domanda a Manfred Kirscher

Durante il suo ultimo soggiorno a Cumiana per le celebrazioni del 3 Aprile scorso è stata fatta qualche domanda a Manfred Kirscher, la persona che avviò il rapporto di amicizia tra Cumiana ed Erlangen.

Come reagiste alla notizia dei crimini commessi da Renninger a Cumiana?

Premetto che oggi gli studenti tedeschi sono bene informati sui crimini commessi dai compatrioti; non così in passato. Fu in occasione della visita di Marco Comello (storico) e di Alberto Custodero (giornalista), invitati ad Erlangen nel 2001, che potemmo approfondire l’argomento, trattato in precedenza da alcuni giornali tedeschi, che avevano ripreso la notizia da La Stampa e La Repubblica. Ero portavoce dell’Alleanza per la Pace di Erlangen, Alleanza in cui sono rappresentati ed attivi sindacati, chiese, qualche partito, molte organizzazioni di cittadini. Ma si sapeva poco dei fatti di Cumiana; partecipammo alla conferenza svoltasi nelle sale della biblioteca comunale, affollatissima per l’occasione. Fu una cosa terribile: quel tenente si era trasferito ad Erlangen nel 1964, era un cittadino stimato… e nemmeno la sua famiglia sapeva nulla del suo passato. Anche il figlio, conosciuto dalla popolazione, fu sconvolto dalla scoperta. Renninger inizialmente si nascose dietro il suo dovere, poi negò addirittura di essere mai stato a Cumiana. Per noi fu sconvolgente il fatto che da anni vivevamo di fianco ad un criminale, non un criminale di guerra, un CRIMINALE! Infatti nemmeno le leggi di guerra permettono di fucilare persone innocenti, come successo a Cumiana nel 1944!

Che cosa feceste allora?

Scrivemmo una lettera a Cumiana, luogo del tutto sconosciuto per noi, in italiano perchè è una lingua che stavo studiando e che è bellissima. Fu una grande sorpresa essere invitati alla commemorazione dell’anno seguente. Eravamo emozionati e timorosi perchè siamo tedeschi e ci sentivamo in debito. Vedendo la gente ed il paesaggio così pacifico, pensavamo che erano venuti dei tedeschi a commettere certi crimini e questo era terribile! Potemmo anche tenere un discorso, ma mi aspettavo che la gente si sentisse offesa, che qualcuno ci tirasse qualche uovo. Come mi comporterei io se i miei figli fossero uccisi così? Che cosa farei davanti ad un compatriota degli assassini dei miei figli? Invece la reazione fu sorprendentemente diversa dalle aspettative. Mi ricordo bene che anche per la strada, persone perfettamente sconosciute ci dicevano “Ben fatto! È veramente stata una cosa terribile, ma dobbiamo guardare avanti e fare tutto il possibile per evitare di ripetere queste cose.” Così nacque un rapporto inaspettato, non solo tra privati, ma anche l’Amministrazione fu di grande aiuto.

E ad Erlangen?

Abbiamo spinto l’Amministrazione ad intraprendere alcune iniziative, così ora abbiamo una Cumianastraße; una grande lapide in marmo, davanti alla sala del Consiglio, che ricorda l’uccisione di 51 cumianesi da parte dei nazisti; un bus cittadino intitolato a Cumiana, con la storia dell’eccidio (scritta o narrata dal conducente su richiesta). Si è sviluppato un rapporto di amicizia con Cumiana, decisamente più profondo che con le altre sette città gemellate. E questo grazie alla vostra cordialità. Per me è un grande onore guidare il reparto “Cumiana” dell’Alleanza per la Pace, organizzazione che ha l’obiettivo di allontanare tutti quei comportamenti che sono pericolosi per la Pace.

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Manfred Kirscher presenta Cumiana ai cittadini di Erlangen.

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Manfred Kirscher con il sindaco Poggio in posa davanti la lapide che ad Erlangen ricorda l’eccidio di Cumiana