Zucche-presepe: dare un’anima alla natura

Pierluigi Martoglio spende parte delle sue giornate a curare l’orto e, mediante ciò, coltiva anche un insolito hobby. Grazie alla sua capacità di osservare la natura con occhio creativo, riesce a vedere in una semplice radice di albero un elaborato centrotavola, e in una zucca un presepe.

Le “Zucche di Natale” sono maturate con lo scopo di raccogliere fondi per la Confraternita, e ora sono presenti in molte case. Ogni zucca, formosa e capricciosa come una donna, richiede un lungo lavoro, e non ne risulta mai u20150306_140833 (2)na uguale a un’altra. Quando diventa gialla, segno di maturazione, viene recisa sopra il nodo; questo fa sì che la zucca essicchi nei mesi successivi senza marcire. Una volta essiccata, pulita e levigata, va incisa e svuotata. Sono tutti passaggi ben calcolati e misurati di volta in volta in base alle dimensioni e alla forma della zucca. Si procede poi con la creazione della scenografia dei personaggi, che vanno collocati sulla base d’appoggio, ricavata da un cerchio in legno. L’ambiente attorno alla Sacra famiglia è composto da oggetti naturali: sassolini sul terreno, piante costruite con rami di bonsai, nocciole che fungono da abbeveratoio, mangiatoie con all’interno fascine di fieno e grano. Il signor Martoglio, come un vero e proprio scenografo, sceglie i personaggi più adatti, per dimensione o carattere (Re magi o pastori), e ne decide la posizione con un complesso schema di prospettiva, in modo da vederli tutti senza accavallamenti, e in base all’importanza (Gesù bambino davanti fino ad arrivare al fondo con il bue e l’asinello). Una volta incollate le statuine con l’Attak, si passa a creare il piccolo impianto di illuminazione a led che deve rimanere il più possibile nascosto all’occhio; per questo motivo la maggior parte viene celata sotto il presepe, lasciando però il vano batterie, che funge anche da interruttore, facilmente estraibile da dietro la zucca. Il terreno dove poggiano i personaggi viene incollato con il Vinavil ed è composto da piccolissimi pezzi di spighe di grano che rifrangono la luce come cristalli. Sistemato e incollato il tutto all’interno, la zucca viene lucidata con una cera particolare che ne esalta le sfumature e le venature naturali, segno della sua precedente vita.

Piccole opere d’arte ricavate dai frutti di madre natura. Un lavoro di creatività, molto gratificante e per cui ci va una certa predisposizione naturale. Pierluigi Martoglio è in cerca di “discepoli” a cui insegnare a carpire i doni e gli indizi della natura e a trasformarli in oggetti unici dandogli un’anima.