“Non posso usare le gambe: uso la testa!” Emilio Bonato

Il signor Emilio Bonato è un cumianese in pensione, che per anni ha lavorato come riparatore di macchine da cucire industriali. Grazie a questo impiego ha lavorato presso la Fiat e ha avuto anche modo di viaggiare all’estero. Ha deciso di continuare la sua professione con il Sermig, Servizio Missionario Giovani, un’associazione che gli ha fatto incontrare realtà molto differenti dalla sua.

Pensando a persone che hanno perso l’uso delle gambe, il signor Bonato ha adattato il mobile di una macchina da cucire con una leva collegata al pedale (reostato); a quest’ultimo vengono collegate delle cinghie di recupero che formano un caschetto. Indossando il caschetto è possibile azionare la macchina da cucire con il solo movimento della testa, così che si può decidere, in base alla forza applicata, la velocità con cui si cuce e le mani sono libere di accompagnare la stoffa nel processo.20141216_152611

Un’idea assolutamente rivoluzionaria anche per persone di una certa età che magari hanno problemi alle gambe, o per altre su sedia a rotelle per cui esiste un modello apposta di macchina da cucire che è possibile avviare con un pulsante: un macchinario che non consente però di regolare o d’interrompere il movimento dell’ago.

Nel prototipo del signor Bonato sia il braccino a cui è attaccato il pedale che le cinghie collegate ad esso sono completamente regolabili in base alle preferenze di chi utilizza la macchina. Inoltre con lamiera di recupero di acciaio inossidabile, che opportunamente piegata risulta molto resistente, e legno di scarto, il nostro concittadino crea una base in cui inserire la macchina da cucire che la rende facile da spostare.

Una passione, quella del cucito, che aveva anche la moglie, ormai morta, della quale ci mostra la macchina da cucire come lei l’ha lasciata, confessandoci che non ha voluto né modificarla né darla via per ragioni affettive. La sua gatta è comunque un’ottima compagna di lavoro, che tutte le sere gli tiene compagnia mentre lui si occupa delle sue macchine. Ma di lavoro da fare ce n’è sempre tanto e il signor Bonato vorrebbe qualcuno che lo aiutasse nei vari passaggi della lavorazione, come nel taglio e nell’adattamento del legno o nel piegare le lamiere.

Ci sono vari modelli diversi, compresi quelli portatili, e tutti raggiungono la loro destinazione in numerose parti del mondo, come Africa e Sud America, ma anche in luoghi più circoscritti come le carceri.

Un passatempo insolito ma molto gratificante perché, come ci dice il signor Bonato, “uno va in pensione e in questo modo continua a vivere, perché bisogna vivere”.

F.T.

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